Il jeans ha un fascino intramontabile, tuttavia non bisogna dimenticare che genera un impatto ambientale importante. Per ridurlo, si fanno strada diversi progetti sui fronti del design e del riciclo. di Redazione Nel mondo occidentale, il jeans è sicuramente il materiale più iconico nel settore tessile e nella moda in generale. Il più versatile e anche il più controverso, quando si parla delle sue origini. Il primo tessuto “blue jeans” pare sia stato realizzato in una fabbrica manifatturiera di Nîmes, in Francia : da qui si pensa derivi la parola denim, ma c’è ancora molto dibattito in materia. Ci sono, infatti, testimonianze ben più antiche, come alcune statuine di presepe tardo settecentesche conservate al Museo Civico Luxoro di Genova, che sembrano documentare come il jeans fosse comunemente utilizzato per confezionare gli abiti da lavoro e da festa già all’epoca. Addirittura, i pantaloni indossati da Giuseppe Garibaldi quando partì nel 1860 alla volta di Marsala erano di fus...
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Tino = Allegria!
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Ci sono persone che lasciano un segno indelebile nelle vite degli altri. Ecco, questo è il caso di Justino, detto “Tino” che non può che rimanerti scolpito nel cuore per la sua infinita vitalità, i suoi sorrisi e i suoi occhi grandi.
Tino è stato portato al Centro la Città dei bambini di HUMANA nel gennaio 2014, dopo essere stato individuato dai servizi sociali di Maputo. Tino viveva con suo padre e la sua sorellina, Geninha, in un sobborgo di Maputo, dove giocava con altri bambini e non andava a scuola. Dopo la partenza di suo papà per il Sud Africa, Tino e la sua sorellina si sono trasferiti dallo zio, il fratello della mamma (morta in seguito alla nascita della piccola Geninha).
Ben presto, però, quella che doveva essere la sua “seconda famiglia” si è rivelata per Tino una sorta di prigione: lo zio era spesso violento e lo teneva chiuso in casa. Una notte, spaventato e ferito, Tino scappò senza riuscire a portare con sé la sorellina. Gli operatori dei servizi sociali lo hanno trovato, qualche giorno dopo, in un vicolo della capitale mozambicana e lo hanno accompagnato nel Centro di HUMANA, un porto sicuro contro le tempeste.
Dopo tutte queste vicissitudini e sofferenze, si resta davvero sorpresi nel vedere Tino sempre così allego, positivo e sorridente! Da grande, vorrebbe fare il meccanico perché ha una passione folle per le auto… infatti, in gran parte del suo tempo libero, ama giocare con le macchinine, disponibili nell’area giochi del Centro!
Il suo carisma lo rende già, dopo solo un anno presso il Centro, un punto di riferimento per i suoi coetanei. Anche il suo rendimento scolastico, nonostante tutto, è buono (la sua media scolastica, a fine anno, è stata di 14 punti su 20). E’ determinato, ama imparare cose nuove, porta sempre a termine i compiti che gli sono assegnati… e sempre con il sorriso sulle labbra, con un’unica eccezione: la sua fantastica espressione di allegria si oscura solo parlando del passato. Il pensiero e la nostalgia della sua piccola sorellina non gli lascia tregua durante la notte e, spesso, la cerca in sogno per sentirla più vicina.
Vorresti aiutare Tino e i suoi amici? Condividi la sua storia e aiutaci a fargli raggiungere i suoi sogni!
Il jeans ha un fascino intramontabile, tuttavia non bisogna dimenticare che genera un impatto ambientale importante. Per ridurlo, si fanno strada diversi progetti sui fronti del design e del riciclo. di Redazione Nel mondo occidentale, il jeans è sicuramente il materiale più iconico nel settore tessile e nella moda in generale. Il più versatile e anche il più controverso, quando si parla delle sue origini. Il primo tessuto “blue jeans” pare sia stato realizzato in una fabbrica manifatturiera di Nîmes, in Francia : da qui si pensa derivi la parola denim, ma c’è ancora molto dibattito in materia. Ci sono, infatti, testimonianze ben più antiche, come alcune statuine di presepe tardo settecentesche conservate al Museo Civico Luxoro di Genova, che sembrano documentare come il jeans fosse comunemente utilizzato per confezionare gli abiti da lavoro e da festa già all’epoca. Addirittura, i pantaloni indossati da Giuseppe Garibaldi quando partì nel 1860 alla volta di Marsala erano di fus...
L'impatto del settore tessile in Europa e nel mondo è davvero significativo. Ecco perchè l'Unione Europea ha invitato tutti i cittadini e gli attori del settore a proporre una rodmap d'azione per passare da un modello lineare di produzione a un modello circolare. di Gianfranco Bongiovanni Passare dal modello di produzione e consumo lineare a quello circolare e climaticamente neutro in cui i prodotti sono progettati per essere più durevoli, riutilizzabili, riparabili, riciclabili ed efficienti sotto il profilo energetico. È questo l’ambizioso obiettivo che UE si è prefissata di raggiungere con la “Strategia dell'UE in materia di prodotti tessili sostenibili” . Una vera e propria roadmap avviata lo scorso gennaio con l’invito rivolto a tutti i cittadini europei di inviare commenti e proposte sulla strategia. Le risposte all’invito non sono tardate ad arrivare con ben 229 commenti giunti da ogni parte d’Europa. A mobilitarsi: singoli cittadini, imprese, organizzazioni ...
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